Ago 29

Presentata la mostra fotografica di Maria Grazia Modesti

Maria Grazia Modesti rende la sua opera fotografica una poesia che racconta l’attimo. Proprio per questo motivo la mostra della fotografa MG Modesti (che sarà aperta fino al 10 settembre 2020 in via della salara vecchia,21) a cura di Paola Biadetti, rappresenta un momento di arte colta che ben si abbina alla pubblicazione della fiera letteraria attualmente in corso. A presentare l’artista sono intervenuti Angelo Sagnelli condirettore della fiera letteraria ed il direttore del quotidiano Lafolla.It prof Martinelli. La poetica in generale e quindi anche la poetica dello scatto ha il compito sublime di prendere tutto il dolore che ci spumeggia e ci romba nell’anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell’arte   così come sfociano i fiumi nella vastità celeste del mare. Con la mostra di Maria Grazia Modesti possiamo celebrare e decantare un altro bel passaggio artistico del Menotti Art Festival Spoleto

 

Ago 02

“Scorci” della pittrice Tina Bruno a Spoleto

L’artista Tina Bruno presenterà  in anteprima  le sue nuove opere a Spoleto presso il Caffè Letterario del Sansi  in via della salara vecchia  21 in quella  che sta diventando  una vera e propria vetrina delle arti visive e non solo. La mostra personale  dell’artista  pugliese  durerà  per tutto il mese di agosto  ed è  a cura della grafica fotografa ed artista romana  Paola  Biadetti e sarà  presentata  domenica  2 agosto alle ore 18 ai media,fotografi ed ai numerosi  collezionisti e fans del Menotti Art Festival  Spoleto che per settembre  dal 25 al 28 risulta essere  completamente  soldi out. L’artista Tina Bruno sarà  presentata  dal critico e storico dell’arte  Sandro Costanzi  che sta seguendo da vicino diversi artisti dello Spoleto  Meeting  Art con notevole successo soddisfatto di questa iniziativa  è  il Prof.Luca Filipponi “come ogni anno il Menotti  Art Festival  ci stupisce  con qualche positiva novità  e quest’anno questo nuovo spazio  multi artistico ci sta regalando  importanti  soddisfazioni ”

 

Lug 16

Premio Megaris al Prof. Luca Filipponi a Minori

Sarà consegnato il giorno 17 Luglio alle ore 20.30 a Minori Salerno presso largo Solaio Pastai il Premio Megaris al Prof. Luca Filipponi per l’impegno Culturale e di Divulgazione Editoriale.Il Premio verrà conferito da Alfonso Bottone, giornalista e direttore organizzativo del Festival della Letteratura Mediterranea incostieraamalfitana.it, Kermesse gemellata già da diversi anni con il Menotti Art Festival Spoleto. Per l’occasione verrà presentato l’ultimo libro del Prof. Luca Filipponi “La banconota da un milione di sterline” di Mark Twain (Graus Editore) commentato ed illustrato dall’artista Gabriella Sernesi, con interventi di critica letteraria sul ruolo della moneta nella società contemporanea da parte del Prof. Giuseppe Catapano (Rettore Accademia Auge) e del soprano Tania di Giorgio (Direttore Menotti Art Festival Spoleto Musica). L’incontro sarà coordinato dallo stesso Alfonso Bottone che parlerà anche delle collaborazioni 2020 con il Premio Letterario del Menotti Art Festival Spoleto che si svolgerà il giorno 26 Settembre.

Lug 09

Lo Spoleto Meeting Art consolida l’accordo con Toscana Cultura

Per oltre un mese 32 Artisti di Toscana Cultura saranno presenti a Spoleto nello spazio espositivo di via Salara Vecchia 21 a cura di Lucia Raveggi ed il coordinamento e la comunicazione del Giornalista Toscano Fabrizio Borghini che effettuerà uno speciale di Toscana TV.
La Mostra evento sarà presentata sabato 11 Luglio alle ore 17 alla presenza degli Artisti Toscani, del Presidente del Menotti Art Festival Prof. Luca Filipponi, della grafica, artista e fotografa romana Paola Biadetti, dello storico e critico d’arte Sandro Costanzi. La Mostra resterà aperta fino al 30 luglio (10-13, 16-19) e comprende opere di Arte Contemporanea dei seguenti Artisti : Joanna Aston, Libuse Babakova, Mirella Biondi, Mauro Boninsegni, Antonio Bruno, Alice Cappellari, Loretta Casalvalli, Civita Centola, Stefano Donati, Maria Grazia Fusi, Elvira Gabbi, Patrizia Gabellini, Federica Garzella, Alessandro Lombardi, Roberto Loreto, Valeria Luschi, Nicoletta Macchione, Giuseppina Maestrelli (Peppetta), Arnaldo Marini, Antonella Mezzani, Elena Migliorini, Lucia Pecchia, Liliana Pesciaioli, Chiara Piccardi, Laura Ronchi, Marco Rosadoni, Riccardo Salusti, Claudia Secciani, Milvio Sodi, Maila Stolfi, Mariella Rossi Tonelli, Valter Viani.
Il Presidente del Menotti Art Festival Spoleto ha espresso soddisfazione per il buon esito di questa partnership con la Regione Toscana che sarà riproposta in modo più ampio nella Kermesse di Settembre:<< In pochi giorni hanno aderito a questo progetto ben 32 Artisti provenienti dalla Toscana che hanno dimostrato una gran voglia di esporre nella città del Festival.>>.

Giu 14

Il Menotti Art Festival a Venezia con SpoletoMeetingArt

La Kermesse Spoletina ha svolto un’intensa attività culturale, artistica e relazionale con numerose visite a monumenti e luoghi artistici insieme alle autorità locali del Comune di Venezia, consorzi di operatori turistici , albergatori. Il Prof. Luca Filipponi ha presentato ufficialmente il Progetto Art In The City che potrà essere ripetuto a Venezia e quello della Cittadella dell’Arte che ha trovato notevole interesse nella serenissima:” In tutto il Comune ed il circondario di Venezia ci sono oltre cento luoghi da assegnare o gestire, di cui alcuni molto importanti ed anche in buono stato o parzialmente ristrutturati, c’è una buona sintonia “. Nella giornata di domenica 14 giugno è stata presentata la Mostra Spoleto Meeting Art Venezia a cura di Paola Biadetti, con la presenza di nove Artisti presso Villa Pannonia Venezia Lido. Il Prof. Luca Filipponi e la Prof.ssa Assunta Cuozzo hanno presentato i nove artisti presenti che esporranno in Villa Pannonia fino all 9 Luglio: Amato Silvio, Bellanca Morena, Bellon Miriam, Craia Silvio, Gregorio Luigi, LiGotti Annamaria, Ludi Lorenzo, Maiorini Piergiorgio, Marjanovic Scalise Nikolina. Il Menotti Art Festival Spoleto sta esponendo a Bruxelles fino al 31-10-2020, a L’Aquila con l’Americano Edward Evans a palazzo Burri Gatti, a Spoleto caffè Letterario del Sansi via della Salara Vecchia 21 con Pietro Camardella noto Designer e poi a Venezia. L’Arte non si ferma e a settembre (25-28 settembre 2020) il Festival è già sold out.

Giu 06

Pietro Camardella Designer Pininfarina a Spoleto fino al 30 Giugno

Il Menotti Art Festival Spoleto continua le attività preparatorie alla kermesse di settembre con la mostra del designer Ferrari e di importanti brand, Pietro Camardella che va a rafforzare il rapporto tra l’associazione Spoleto Art Festival ed il gruppo dei designer internazionali che fanno capo all’artista e sculture Antonio Perotti. La mostra a cura della fotografa e artista romana Paola Biadetti e con la supervisione artistica dello stesso Perotti resterà aperta dal 2 giugno al 30 giugno presso la Galleria di Spoleto denominata Caffè Letterario del Sansi sarà presentata con la partecipazione dell’artista il giorno 20 giugno alle ore 17. Alla presentazione sarà messa in evidenza  l’evoluzione dello stesso da parte del Critico Sandro Costanzi e del prof. Luca Filipponi con il supporto di Antonio Perotti, che da Salerno si accosterà in Spoleto, per raccontare il designer, Paola Biadetti come direttore artistico dello Spoleto Meeting art e della comunicazione del Menotti. Soddisfatto il presidente del Menotti Art Festival Spoleto Luca Filipponi ha dichiarato: “Forse è ora che anche nell’arte il merito e la voglia di fare sempre il top riescano ad affermarsi e dominare altrimenti in un contesto molto competitivo post crisi sarà difficile emergere in un contesto globale, le arti dovranno essere interpretate anche come strumenti di sviluppo ed apertura”.

Vi aspettiamo al Menotti Art Festival Spoleto ci sarà dal 25 al 28 settembre per una settimana nella quale le arti e gli artisti saranno veramente protagonisti. Alla presentazione del 20 giugno parteciperanno numerosi manager, artisti e designer, alle ore 17 per celebrare Camardella.

Mag 26

Grande ripartenza del Menotti Art Festival Spoleto

E’ stata presentata la Mostra Spoleto Meeting Art Primavera con la cura e la direzione Artistica di Paola Biadetti che ha visto la presenza di ben dieci artisti: Angelini Rossana, Bellanca Morena, Cruciani Luca, Giuffrè Valerio,Gregorio Luigi, Ludi Lorenzo, Rossi Luigi, Serafini Elisabetta, Vetturini Luciano, ospite speciale Silvio Craia.Alla presentazione hanno presenziato il Presidente del Menotti Art Festival Spoleto Prof. Luca Filipponi, il Direttore Artistico Paola Biadetti, lo storico e critico d’arte Sandro Costanzi, l’attrice Adelaide Parolini che ha recitato un Testo sulle Arti di Franca Valeri. Soddisfatto il Presidente Luca Filipponi:” Oltre a Spoleto siamo ripartiti con attività importanti a l’Aquila con la Mostra dell’Americano Edward Evans a Palazzo Burri-Gatti, a Venezia con lo Spoleto Meeting Art a Villa Pannonia, mentre per Settembre abbiamo il sold out”. La mostra resterà aperta fino al 31 Maggio in via della Salara Vecchia 21, nel mese di Giugno esporrà il famoso Designer e Manager della Fiat Pietro Camardella.

Apr 08

Marcello Bemporad: E’ scomparso un grande amico della città di Spoleto

Marcello Bemporad all’età di 81 anni è venuto a mancare ieri 7 Aprile 2020. Il Manager romano è stato per moltissimi anni dirigente della RAI per poi passare alla Presidenza del Consiglio con il ruolo di Dirigente Generale e Direttore del Pore. Negli ultimi anni della sua vita ha pubblicato il libro della sua famiglia ed ha svolto attività come consulente e scrittore. Il suo amore per la città di Spoleto lo aveva spinto a vivere nel centro storico e a seguire in maniera appassionata tutti i principali appuntamenti della città ed in modo particolare il Festival dei Due Mondi.
Luca Filipponi Presidente del Menotti Art Festival Spoleto che lo aveva conosciuto nel 2002 nei palazzi Bruxellesi lo ricorda così:” Una persona di grande cultura e di fortissimo acume sui temi politici ed istituzionali, ci confrontavamo spesso su molte tematiche. Una grande perdita per tutti noi e per la città di Spoleto”.

Apr 07

500 anni dalla Morte di Raffaello

Inizia con Raffaello Sanzio la nostra rubrica Personaggi che hanno fatto la storia dell’Italia, sia in questo periodo, che in futuro, sarà sicuramente piacevole sapere di quanta storia e cultura è ricco il nostro paese.“Qui è quel Raffaello da cui, fin che visse, MadreNatura temette di essere superata da lui e quando morì temette di morire con lui.” epigrafe sulla tomba di Raffaello nel Pantheon di Roma

“Ero andato a vedere quel quadro (la Madonna della seggiola; Firenze) per spassarmela; ed ecco che mi trovo davanti alla pittura più libera, più salda, più meravigliosamente semplice e viva che sia dato di immaginare.” Pierre Auguste Renoir.

Il 6 aprile 1520, Raffaello Sanzio muore a Roma; secondo alcune interpretazioni storiche, nel giorno del suo trentasettesimo compleanno (il Vasari invece indica la nascita il venerdì santo del 28 aprile del 1483). A cinquecento anni da quell’evento il mondo si ferma e per un attimo dimentica l’ossessione della pandemia per ricordare questo gigante dell’arte e dell’umanità. La Città News vuole ricordare per voi questo genio italiano. Per farlo è opportuna una breve premessa storica e richiamare lo straordinario periodo in cui visse ed operò il grande pittore di Urbino: il Rinascimento italiano ed europeo. La storiografia e la storia dell’arte raccontano questo periodo come una rinascita. Questo è vero ma non è tutta la verità; in realtà si tratta di una complessa catena di fenomeni storico-sociali con importanti ricadute anche nei secoli successivi: l’affermazione di una nuova geopolitica. Un vero salto di civiltà. Un nuovo paradigma sociale prodotto da un attore globale emergente: la borghesia cittadina. Una classe sociale, comparsa già nel basso medioevo in tutta l’Europa centro-settentrionale, che letteralmente sviluppò un nuovo modello geoeconomico: dal produrre per l’autoconsumo si passò a produrre per gli altri e per il commercio. Una trasformazione che generò una lunga catena di epifenomeni: la bottega artigiana, l’intermediazione finanziaria per facilitare il commercio, l’espansione delle rotte commerciali, le scoperte geografiche, la cultura universale, l’Umanesimo e la scienza. E’ opportuno notare un importante dettaglio: la bottega era non soltanto luogo di produzione ma anche luogo di formazione per i giovani artigiani ed è certo che l’abilità manufatturiera italiana fra ‘400 e ‘500 raggiunse livelli di eccellenza assoluta.
Una citazione speciale è dovuta ai “mastri vetrai” di Murano che realizzarono le potenti lenti con cui Galileo Galilei, nel periodo in cui insegnava all’università di Padova, potè perfezionare le precedenti rudimentali versioni del cannocchiale. Lo sguardo dell’uomo giunse sino ai confini dell’universo. Nel 1455, ventotto anni prima di Raffaello, il tedesco Johannes Gutemberg aveva inventato la versione occidentale della stampa mediante la tecnica dei caratteri mobili: la cultura scrittografica stava diventando fenomeno di massa. In questa ricca fioritura compare anche la “bottega artistica”.
Raffaello visse pienamente in questa rivoluzione contribuendo, insieme a Leonardo, Michelangelo e tutti gli altri, alla realizzazione della quota mancante: quella che spetta all’arte. Con gli artisti della sua generazione il Rinascimento guadagnò anche una visione.
In questo percorso Raffaello ebbe anche fortuna, quella di nascere ad Urbino da famiglia di artista. Sul finire del ‘400 Urbino era un importante snodo del Rinascimento italiano e il padre Giovanni Santi (il cognome ufficiale “Sanzio” viene da Santi, più o meno come Marzio viene da Marte; la madre si chiamava Maria di Battista) un bravo pittore titolare di una stimata bottega. Il genitore avviò precocemente il figlio alla pratica pittorica e allo studio delle opere di Piero della Francesca, che proprio a Urbino aveva lasciato alcune tra le sue creazioni più belle. Una precocità che valse al talentuoso adolescente un posto nella prestigiosissima bottega artistica del Perugino e non c’é chi non veda nella combinazione ascendente di figure umane, elementi architettonici e vedute naturali, impaginata nella “Consegna delle chiavi” del maestro umbro, motivi ispiratori presenti anche nelle successive opere dell’allievo, quali “Lo sposalizio della Vergine” e persino nella “La scuola di Atene”. Ad appena 17 anni (siamo nel 1500) Raffaello era artisticamente maturo ma mantenne a lungo l’istinto dell’allievo, ricercando e studiando le grandi opere dei giganti contemporanei, Leonardo e Michelangelo in primo luogo. Per diversi anni lavorò come artista itinerante lasciando capolavori in varie città.

Al periodo di Città di Castello appartengono lo Stendardo della Trinità (1499), conservato nella pinacoteca comunale della cittadina umbra, la Pala del Beato Nicola da Tolentino (1500-1501), opera smembrata con parti conservate in vari musei e la celebre Crocifissione Gavari (1502-1503), oggi alla National Gallery di Londra (una parte dell’opera, denominata “predella”, è conservata al Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona). Nel 1502 dipinse per la famiglia Oddi di Perugia la Pala con “l’Incoronazione della Vergine” (da non confondere con l’opera omonima di Beato Angelico), trafugata dai francesi nel 1797 e restituita successivamente al Vaticano. Il 1504 è l’anno di uno dei suoi massimi capolavori: lo “Sposalizio della Vergine”, commissionato dalla famiglia Albizzini di Città di Castello; dopo un lungo periodo di sottrazioni, passaggi di mano e vendite l’opera è attualmente alla pinacoteca di Brera a Milano.
Questo periodo, che si potrebbe definire “periodo umbro”, che copre i primi anni del ‘500, fu quello che diede stima e fama a Raffaello. Un contributo importante alla formazione del giovane Raffaello venne anche dai soggiorni toscani; a Siena (tra il 1502 e il 1507), dove collaborò con l’amico Pinturicchio ad affrescare la Libreria Piccolomini e, successivamente a Firenze, attratto, come molti altri artisti, dalla fama dei cartoni preparatori di Leonardo (come quello per la “Battaglia di Anghiari”) e di Michelangelo.
Allora c’era un solo modo per ammirare le opere d’arte: andarle a vedere di persona.
Diversi critici attribuiscono al periodo fiorentino anche il celebre autoritratto. Nella sua itinerante carriera Raffaello mantenne buoni rapporti con Urbino per la quale eseguì varie opere, tra cui il “San Giorgio e il drago” (1505), oggi al Louvre di Parigi e il grande (268×160 cm) “San Michele che sconfigge Satana” del 1518, anch’esso al Louvre. Alcuni storici dell’arte ritengono che le due opere fossero in origine destinate ad un dittico. Per la corte dei Montefeltro di Urbino dipinse i ritratti di Guidobaldo da Montefeltro e di Elisabetta Gonzaga (entrambi agli Uffizi di Firenze).Una quota notevole alla fama di Raffaello viene dalla cosiddetta “serie delle Madonne”; molte prodotte nel periodo toscano. Tra queste si ricorda il gruppo delle Madonne col bambino, la Madonna del Cardellino, la Madonna del Belvedere, la Madonna d’Orleans, la Grande Madonna Niccolini (o Cowper), la Madonna Bridgewater etc. (molti dei nomi derivano dalle collezioni di cui entrarono a far parte), sparse per i musei di tutto il mondo. Il fascino straordinario delle “Madonne” sta nella perfetta ed armonica fusione della normale materna quotidianità di Maria con la sua natura divina. Maternità e divinità a centimetri zero. Al periodo fiorentino appartiene anche la serie dei grandi ritratti, in molti dei quali appare l’influenza leonardesca (come in quello di Maddalena Strozzi) e la celebre “Pala Baglioni”; anche se commissionata dalla famiglia Baglioni di Perugia. Il periodo fiorentino si chiude con l’incompiuta Madonna del baldacchino: sul finire del 1508 Raffaello è chiamato a Roma da papa Giulio II, probabilmente su suggerimento del conterraneo Bramante. Papa Giulio II aveva in mente un grande progetto di rinnovamento artistico ed architettonico di Roma e del Vaticano ed aveva chiamato a sé i più grandi artisti italiani; ma era persona di difficile contentatura. In realtà sembra che Giulio II volesse soprattutto rinnovare la sua residenza privata per allontanarsi da quella del predecessore Alessandro VI (Rodrigo Borgia): “non volebat videre omni hora figuram Alexandri praedecessoris sui” (non voleva vedere in ogni momento la figura del suo predecessore Alessandro”); questa la testimonianza di un cerimoniere papale. Dei nuovi appartamenti papali (oggi Musei Vaticani), quattro grandi saloni sono denominati collettivamente “stanze di Raffaello”. Nelle odierne visite guidate si percorrono nell’ordine: la Sala di Costantino, la Stanza di Eliodoro, la Stanza della Segnatura e la Stanza dell’Incendio. Delle quattro stanze la più celebre è la Stanza della Segnatura, così denominata perché adibita a tribunale (Segnatura Gratiae et Iustitiae); in realtà la più probabile destinazione originaria doveva essere quella di studiolo. Le pareti della Stanza sono infatti affrescate con rappresentazioni dedicate alla filosofia, alla teologia, alla poesia e alla giurisprudenza. Nella parete dedicata alla filosofia compare la celeberrima Scuola d’Atene che fotografa un non troppo immaginario scorcio della giornata dei grandi filosofi della Grecia classica. Nel periodo romano Raffaello contribuì anche al progetto della nuova basilica di S. Pietro, non trascurando la ritrattistica; sono di questi anni anche il ritratto di Giulio II e la celeberrima “Fornarina”. Raffaello aveva ancora un fin troppo alto numero di impegni aperti quando il venerdì santo 6 aprile 1520 morì dopo una breve malattia. “Quanto fu dolce il giogo e la catena delle tue candide braccia al collo mio volti, che sciogliendomi, io sento mortal pena.” Raffaello Sanzio

Mar 20

Copertina de “LA FIERA LETTERARIA” firmata del designer Pietro Camardella (Ferrari)

Il Menotti Art Festival Spoleto nel mese di Febbraio 2020 ha realizzato notevoli accordi di cooperazione in ambito comunicativo in particolare con il Manager e Designer della Ferrari Pietro Camardella per la copertina del Magazine “La Fiera Letteraria”, libro diretto da Luca Filipponi e da Angelo Sagnelli, grafica e comunicazione di Paola Biadetti. Il Magazine editato dalla Kermesse Spoletina sarà pubblicato per il Giugno 2020 ma in questa fase temporale si stanno raccogliendo numerosi approfondimenti e lo speciale che sarà su Andy Warhol e la Pop Art Americana. Per l’occasione il Menotti Art Festival Spoleto (dal 25 al 28 Settembre  2020) ha stretto delle importantissime partenership editoriali, comunicative e culturali con dei network leader negli USA e UK ma con un’influenza straordinaria nel mondo intero: la testata www.frieze.com e con la storica rivista di arte americana Interview Magazine il famoso Magazine fondato da Andy Warhol nel 1969. Soddisfatto il Presidente del Menotti Art Festival Spoleto Prof. Luca Filipponi:”Questo periodo di riflessione ci darà il tempo per realizzare questo speciale e di elaborare altri progetti in partnership con i network e le Fondazioni Americane”

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