Un evento questo di Assisi che vuol superare ogni riferimento casuale su quelle che possono considerarsi le interpretazione dei linguaggi convenzionali dell’arte, siano questi iconografici che aniconografici e questa intuizione la dobbiamo unicamente a Paola Biadetti curatrice della mostra.Abbiamo di fronte tre artisti tutti diversi tra di loro, per età, per espressione, per percorso espositivo, per rassegna critica, eppure convivono e dialogano assieme in una forma di reciproca contaminazione. Non si debbono fare gli accostamenti come spesso in arte succede, in loro si deve trovare l’intimità della ricerca, la sapienza dell’esecuzione e l’attribuzione del significato dell’opera.
Silvio Craia Biografia FotoSilvio Craia il veterano del terzetto è un artista di getto e di gesto, le sue opere sintetizzate e racchiuse in una veloce pennellata, partono dalla sua interiorità remota, e più i cromatismi diventano materici, più a fondo si muove la sua indagine. Sono quest’anno 60 anni di carriera, la sua prima esposizione risale al 1954, ma lui è sempre lì nello studio a sperimentare nuove idee, nuovi progetti, andando alla ricerca di quei materiali e supporti oramai inutilizzati dall’uomo ma “formidabilmente” portati a nuova vita dalle sue abili mani.

mariapia Luly Jones Biografia FotoMaria Pia Luly Jones è la presenza femminile del trio ed il suo mondo floreale non fa altro che fungere da raccordo tra le varie espressioni rappresentate. Sono in prevalenza fiori non semplicemente dipinti con la maestria di chi sa usare l’acquarello, tecnica assai difficile, ma veri e propri “ ritratti” dove il fiore posa in tutte le sue forme ed i suoi colori non rinunciando virtualmente ad emanare profumi. Ecco nelle opere di Maria Pia Luly Jones si avverte l’essenza del profumo, quel profumo intrigante che riesce a coinvolgere lo spettatore in una sorta di attrazione e compiacimento.

MassimoZavoli Biografia FotoMassimo Zavoli si propone come artista di “segno” prediligendo l’incisione in tutte le sue diversificazioni. Il segno con cui incide la lastra di turno, sia rame o zinco, è deciso e maturo, un segno veloce ma preciso, impresso con quella sicurezza da rendere l’opera dinamica ed in continuo movimento. Sono incisioni quelle di Massimo Zavoli di grande modernità con un marcato senso della quotidianità, opere che riescono a comunicare con il visitatore anche se non vi è l’impatto cromatico, ma questo viene dato a noi ad individuarlo affinché ogni suo lavoro diventi personale ed unico.

 

Tre artisti una sola arte, quella della ricerca, della sperimentazione, dell’innovazione, tre artisti che vogliono aprirsi con noi ed esternare le proprie emozioni, dobbiamo raccogliere questo invito e riuscire a dialogare con loro, in questo modo l’incontro ed il confronto diventeranno più esaltanti e coinvolgenti.
Dott. Daniele Taddei