Monthly Archives: gennaio 2014

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ASTRAZION​I&ASTRATTISM​I

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DSC06150_ridimensionareLa mostra, gli artisti

“Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo e spesso madre dei nostri sentimenti” Vassily Kandinsky

Premessa

Ho voluto iniziare questa mia  brevissima presentazione con una frase scritta da Vassily Kandinsky nell’introduzione del suo scritto “Lo spirituale dell’arte” dove vengono messi in risalto i temi legati all’astrazione e all’astratto, argomento scelto per questa mostra.

Entrando nel merito andiamo ad approfondire i significati di questi due termini partendo proprio dal concetto di “astrazione” che non è altro un modo di liberarsi dalle apparenze, dalle tendenze, dalla realtà quotidiana, una forma di indipendenza dall’oggetto, uno strumento essenziale nella ricerca della propria spiritualità, nell’indagare i propri sentimenti.

Per “astratto” invece dobbiamo entrare nella sfera di rappresentazione dell’opera da parte dell’artista che si esprime sempre a seguito di una necessità interiore, intima, abbandonandosi alla ricerca, alla creatività ed alla sperimentazione.

L’artista nella sua espressione non può prescindere dal periodo cui vive, non può fare a meno di convivere con i valori, gli ideali, gli stati d’animo che lo circondano, l’artista sa che egli è al servizio dell’arte e che è il vero cronista dell’epoca in cui vive, conscio che il suo lavoro non conosce ne spazio ne tempo.

Gli artisti

Wladimiro “Miro” Tullitulli

Artista maceratese tra i più riconosciuti a livello nazionale ed internazionale nel panorama dell’arte “post war”. Ultimo futurista se vogliamo agganciare questa avanguardia a Filippo Tommaso Marinetti scomparso nel 1944. Il suo percorso artistico è stato caratterizzato dall’amicizia e frequentazione di artisti del rango di Peschi, Prampolini, Licini e Burri. Le sue opere di matrice astratta hanno rappresentato visioni, viaggi, racconti, immaginazioni, un mondo fantastico, surreale, dove il gioco dei colori  ha allietato sempre la tavolozza. Ha esposto in tutta Europa nelle più prestigiose gallerie pubbliche e private, le sue opere sono presenti in importanti collezioni.

Paolo SchiavocampoPAOLO_SCHIAVOCAMPO_1

Artista siciliano che nel “post war” lascò la sua terra per affacciarsi prima a Roma, poi a Venezia ed infine a Milano. Il periodo romano lo vede vicino ad Attardi, Consagra, Accardi e Sanfilippo anche loro siciliani. A Venezia frequenta l’Accademia di belle arti iniziando l’approccio con scultura. Milano sarà la vera patria artistica, i legami con il gruppo del “realismo esistenziale”, in particolare con Tino Vaglieri e Mino Ceretti, e le frequentazioni con Castellani, Manzoni, Nangeroni. Scarpitta uno dei più autorevoli scultori del momento lo invita a New York come assistente, una esperienza esaltante che modificherà la sua conoscenza. Tornato in Italia abbandona il linguaggio “realista” per entrare nell’orbita dell’astrazione realizzando veri capolavori d’arte per tecnica, pensiero e significato. Sculture di grandi dimensioni sono state realizzate su commissioni di Enti Pubblici sia in Italia che in Europa.

Silvio Craia09DSC05334_ridimensionare

Il primo lavoro di Craia esposto risale al 1954, anche se la prima mostra è del 1955. Sono trascorsi circa 60 anni e Silvio è ancora lì a ricercare, sperimentare nuove forme, nuovi supporti, una vita artistica intensa ricca di eventi e di aneddoti con frequentazioni ed amicizie tra cui Monachesi, Villa, Crispolti, Toniato, Bignardi solo per citarne alcuni. Rimangono alla storia le “idrologie” e gli assemblaggi di plastiche legni e ferri, recuperi dallo stesso definiti “formidabili”. Artista dalla gestualità unica,  sempre severo con se stesso, mai pago del risultato. La sua presenza nel mondo culturale ed artistico maceratese  è stata viva e fattiva con riconoscimenti da parte di molti per la sua disponibilità e generosità. Recentemente a Roma ha ricevuto il premio “Comunicare l’Europa” ed a Spoleto un alto riconoscimento alla carriera.

Giancarlo Zenzen

Toscano di nascita e veneto di adozione Giancarlo Zen è stato tra i più geniali ricercatori della spazialità con le geometrie legate agli interventi con la luce al neon.

Gli anni ’50 sono caratterizzati dalla presenza e dall’impegno con la galleria Numero di Firenze gestita da Fiamma Vigo che gli diede l’opportunità di esporre in tutta Italia e buona parte dell’Europa.

Con gli anni ’60 intensifica l’attività espositiva sia in collettiva che in personale allestendo mostre in tutto il mondo da San Paolo del Brasile sino a Toronto.

Ha insegnato nella prestigiosa Accademia di belle arti di Venezia per lunghi anni.

Ennio Finzi

Veneziano di origine Ennio Finzi è considerato dalla critica tra i maggiori astrattisti viventi. Il suo percorso artistico inizia con la Biennale di Venezia del 1948, ennio_finzi2ma sarà la conoscenza e la frequentazione con Atanasio Soldati che gli daranno le corrette motivazioni per il continuo della sua carriera. Tutte le sue opere sono caratterizzate da cromatismi accesi sempre rigorosi ed equilibrati che danno alla tavolozza ritmo, luce ed energia.

Di grande supporto alla sua ricerca sono stati anche gli incontri con Virgilio Guidi, Emilio Vedova e Lucio Fontana dai quali attingerà rispettivamente il “pensiero”, il “gesto” e l’”intuizione”.

Gli anni ’70 sono caratterizzati dalla ricerca della percezione e suggestione ottica in linea con i principi e dettami dell’”optical art”. Partecipa più volte su invito alla Biennale di Venezia ed alla Quadriennale di Roma, esponendo altrsì nei più prestigiosi spazi pubblici e privati della nostra penisola.

William “Vivì” Medori

Da sempre appassionato ed attratto dall’ arte contemporanea internazionale in modo particolare dall’Espressionismo astratto americano, dagli inizi del duemila incomincia ad esprimersi frequentando lo studio di Silvio Craia.cartolina medori

I suoi lavori legati al recupero di materiali usati e non più utilizzabili lo portano ad esternare sul supporto di turno i propri stati d’animo, le proprie tensioni, le proprie emozioni.

Sono lavori rigorosi, eleganti con assemblaggi e collage equilibrati ed intriganti che vogliono dare nuova vita a quei materiali il più delle volte gettati per un consumismo esasperato.

Una recente sperimentazione realizzata con le “carte specchianti” è stata favorevolmente accolta dal pubblico e dalla critica tanto da essere premiato in una importante manifestazione ad Assisi.

Ferdinando Chevrier

Toscano di nascita e milanese di adozione Ferdinando Chevrier sin dagli anni ’40 si fa notare dal pubblico per il linguaggio figurativo che abbandonerà con gli anni ’50 entrando a far parte del 1947_composizioneM.A.C.  (Movimento Arte Concreta) assieme agli amici Gianni Bertini e Mario Nigro.

L’esperienza del M.A.C. sarà per Chevrier fondamentale per la sua carriera che lo portò ad esporre in Italia ed in Europa sempre a fianco dei nomi più autorevoli dell’arte contemporanea.

Non mancheranno premi e riconoscimenti che gli permetteranno di allargare i propri orizzonti espositivi allestendo mostre in gallerie pubbliche e private di grande prestigio.

Interessante ricordare ai fini della nostra mostra il sodalizio nato con Elio Marchegiani e Jean Mario Berti,  denominato dalla critica “I tre dell’astrattismo”.

Daniele Taddei

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Generazione Anni Venti-Artisti italiani dal 1920 al 1929 -Spoleto Prorogata fino al 31 gennaio 2014

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Sabato 11 gennaio alle ore 12, Aperitivo in onore dell’Arte. Per visionare l’arricchimento apportato alla mostra Generazione Anni Venti prorogata fino al 31 gennaio 2014 con gli artisti: Treccani,Farulli,Caruso Francese,Turchiaro, Rossello, Ajmone,Carmassi.

 

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STORIA DELL’ARTE ITALIANA DEL ‘900 Generazione primo decennio -Artisti italiani dal 1900 al 1909-La “Seconda Strada”

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La “Seconda Strada” prende in considerazione gli artisti marchigiani appartenenti alla generazione del “primo decennio”, ovvero quelli nati dal 1900 al 1909.

Complessivamente sono stati trattati 17 protagonisti tra cui nomi di rango nella storia dell’arte moderna italiana. Solo per fare qualche nome, IVO PANNAGGI, GINO BONICHI in arte SCIPIONE, ATTILIO ALFIERI e EDGARDO MANNUCCI.

Anche in questo itinerario non sono mancate le sorprese e a detta dei primi lettori ci sono state delle scoperte davvero interessanti, autori che lasciando le Marche in età adolescenziale hanno ottenuto successi ed affermazioni di tutto rispetto con il riconoscimento da parte della critica più autorevole.

Il decennio in esame è stato per l’Italia intera quello di maggiore ricerca e sperimentazione iniziando dalla nascita del “Futurismo” fino all’affermazione della “scuola Romana” in questi due sodalizi non dobbiamo dimenticare la figura di IVO PANNAGGI appartenente al secondo futurismo e SCIPIONE che sebbene abbia vissuto poco tempo è riuscito a regalarci dei lavori di grande impatto emotivo, veri capolavori espressionisti.

Le opere di questi due protagonisti sicuramente i più autorevoli del primo decennio si possono ammirare nello straordinario contenitore di Palazzo Ricci a Macerata.

La “Terza Strada” sta per essere tracciata, incontreremo gli artisti della Generazione Anni ’10, quelli nati dal 1910 fino al 1919, ed anche qui incontreremo autori di rango ed altre piacevoli sorprese, quelle che oramai la terra marchigiana ci sta abituando a regalarci.

Daniele Taddei